Elio Paparatti

Restauratore dei Beni Culturali

Elio Paparatti foto

Frequenta l’Istituto Centrale del Restauro nei primi anni ’60 specializzandosi in Dipinti murali. Entra poco dopo la fine dei corsi nell’Amministrazione statale presso l’allora Soprintendenza di Roma III (Palatino e Foro Romano) diventandone il Capo Restauratore.

Nei quasi 40 anni di permanenza all’interno della Soprintendenza Archeologica di Roma , ormai unificata al Museo delle Terme ed a tutto il territorio provinciale, ha eseguito restauri su una vasta gamma di materiali archeologici ( affreschi, stucchi, mosaici e terracotte ). Gli interventi più notevoli come durata ed importanza, sono stati quelli alla Casa di Augusto sul Palatino, alle Terme di Caracalla, Alla Villa dei Quintili, alla Domus Aurea ed alla Villa di Agrippina sul Gianicolo: Poi, contemporaneamente a questi lavori, date le maggiori attività della Soprintendenza stessa, ha iniziato a progettare e fare la Direzione dei Lavori di moltissimi interventi fatti da colleghi esterni all’Amministrazione.

Nei primi degli anni ’70 ha iniziato a collaborare con le Missioni Archeologiche dell’IsMEO in Afghanistan, Pakistan, Nepal e Cina. Questo sino al 2005 andando tutti gli anni per svariati mesi come responsabile di tutti i restauri effettuati.

In Nepal è stato titolare di un Progetto del CNR inerente il restauro della più antica statua della Valle di Kathmandu, il Principe Jayavharna; scultura in arenaria, multiframmentata ed a grandezza naturale.

Ha sempre trovato importante, sin dai primi lavori eseguiti per la Soprintendenza, partecipare, appena iniziavano ad emergere materiali interessanti, agli scavi archeologici, in modo tale da prendere i frammenti, di qualsiasi materia, senza che venisse loro arrecato ulteriore danno e poi per facilitarne il restauro.

Andato in pensione nei primi anni di questo secolo ha continuato a collaborare come progettista e Direttore Operativo con l’attuale Soprintendenza Archeologica di Roma, Con la Sovrintendenza Comunale e con il Museo Nazionale d’Arte Orientale “Giuseppe Tucci”.

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