Antonino Gallo Curcio

Professore, Ingegnere - esperto nel consolidamento delle strutture architettoniche

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È professore ordinario di Restauro e docente della Scuola di specializzazione in Restauro dei monumenti.

Da oltre un trentennio svolge attività di ricerca teorico-sperimentale e di progettazione nel campo del consolidamento e miglioramento antisismico degli edifici storici.

Tra gli studi ed i progetti degli ultimi anni: il Palazzo Barberini, il Palazzo Braschi, la Chiesa di S. Clemente, il corpo di facciata della Basilica di S. Pietro, il Duomo di Spoleto e il Convento di S. Andrea in Flumine, il Palazzo del Capitano a Mantova.

Titolare della cattedra di “Consolidamento degli edifici storici” presso la Scuola di specializzazione in “Restauro dei Monumenti” di Roma, “Sapienza”; già professore ordinario presso la Facoltà di Architettura “Valle Giulia” della medesima Università.

Ha partecipato a numerose commissioni e ha svolto molteplici consulenze quale esperto di strutture nell’ambito di interventi sul patrimonio monumentale, sia antico, siti archeologici, sia medievale e moderno fino ad interventi su opere di statuaria.

Si citano le partecipazioni a: “Commissione nazionale per lo studio della conservazione delle superfici architettoniche e dei loro elementi integrativi” (Min. Beni Amb. ed Arch.), dal 1996. “Comitati di studio per la Normativa sui carichi e sovraccarichi e sulla sicurezza delle costruzioni” (Min. LL. PP), 1992. Gruppo “Normal S” (C.N.R. e Ministero B.A.A), dal 1983. Comitato Scientifico per la stabilità di Villa Medici in Roma, 2003.

È intervenuto, come capogruppo progettuale e di ricerca, nelle aree sismiche e su centri storici già dagli anni settanta (Ancona, GESCAL, 1973-76) fino alla recente partecipazione alla commissione per la “ricostruzione e adeguamento dell’edilizia colpita dai terremoti del 97/98” (Foligno), 1998-’99, operando su monumenti singolari e feribili (Consulente per: Duomo di Spoleto, Pieve di S. Maria Assunta a Stia, Cattedrale di Trento, Catacombe di Villa Torlonia). L’attività di consolidamento si è attuata su tutto il territorio nazionale con interventi a Roma (Tabularium e Palazzo Senatorio; Statua del Marco Aurelio, Sede dell’Istituto Centrale del Restauro, Basilica inferiore di S. Clemente e ambienti ipogei, Palazzo Barberini, Palazzo Braschi (“Museo di Roma”), Villa Farnesina alla Lungara, Villa Lante al Gianicolo, S. Andrea in Flumine a Ponzano Romano), a Verona (rinforzo statua equestre di Cangrande della Scala), a Viterbo (cinta muraria storica e basilica di S. Maria in Gradi), in Toscana, Calabria, Basilicata ecc., spesso a contatto con preesistenze archeologiche; inoltre ha prodotto altri interventi riguardanti ambiti prettamente archeologici (Propilei del Portico di Ottavia, Ostia Antica, Mercati Severiani del Porto di Traiano, alcuni ambienti di Villa Adriana a Tivoli). Recentemente ha partecipato agli studi della stabilità della Basilica di S. Pietro in Vaticano (progettando e dirigendone poi impegnativi lavori di consolidamento); fa parte del gruppo vincitore del concorso per la Villa reale di Monza, partecipa al progetto per la Grangia di Montauro (CZ). Inoltre ha elaborato un progetto di intervento per il Palazzo del Capitano a Mantova che si avvia alla fase realizzativa.

Negli ultimi decenni, concentrato l’interesse scientifico sul consolidamento di edifici storici, le pubblicazioni hanno riguardato vari aspetti di tale attività. Ha partecipato al Comitato di direzione di “Materiali e strutture, problemi di conservazione” (“L’Erma di Bretschneider”, Roma) e sulla stessa rivista sono apparsi alcuni articoli: “Adeguamento antisismico del rosone di S. Maria Assunta in Cerreto di Spoleto” (a. I, num. 2, 1991), “Sulle indagini strumentali delle caratteristiche meccaniche delle murature in opera” (a. II, num. 1, 1992), “Il consolidamento tra innovazione e tradizione” (a. III, num. 2, 1993), “Il consolidamento delle opere ad elevata densità artistica” (a. VI, num. 3, 1996), “Testi normativi per il restauro degli edifici storici a rischio sismico” (coautore Michele Cordaro) (a. VII, num. 1, 1997). Oltre agli articoli descrittivi dei propri progetti, risulta un contributo alla metodologia del consolidamento mediante interventi a convegni (“Il moderno negli interventi di consolidamento”, ARCo, Caserta 1996; “Metodologie e dibattito attuale sul consolidamento”, con G. Carbonara, Corso di perf.to per funzionari del Min. BB. AA. AA., 1997; “Contributo alla tavola rotonda”, giornate sul tema “Gli interventi sul patrimonio monumentale e artistico dopo il sisma nell’Umbria e nelle Marche: dall’emergenza alla progettazione”, Accademia dei Lincei, 1998) e contributi ad opere rilevanti: “Problemi strutturali e di sicurezza del Duomo; considerazioni generali”, da “La cattedrale di Spoleto; storia, arte, conservazione”, a cura di G. Benazzi e G. Carbonara, Federico Motta editore, Milano 2000; “Basilica di S. Pietro; studio della stabilità del corpo di facciata”, otto volumi (coautore G. Macchi), Edizioni EniTecnologie, 2000; “Lettura strutturale degli edifici di muratura” in Atlante del Trattato di Restauro architettonico”, diretto da G. Carbonara. Volume VIII, UTET, Torino, 2004. Recentemente ha pubblicato un libro “Sul consolidamento degli edifici storici”, EPC Libri, Roma 2007, in cui sono raccolte considerazioni tecnico critiche, svolte nei corsi universitari, sul riconoscimento delle strutture tradizionali e sul loro consolidamento. Di recente è membro del Comitato direttivo della rivista “Palladio”, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, nella quale sono apparsi tre articoli, sufficientemente descrittivi, su interventi da lui progettati e parzialmente diretti: “La sala battesimale dell’antica S. Clemente in Roma: logiche e accorgimenti per la rimessa in luce” (n. 28, 2001), “Sulla scala elicoidale borrominiana del Palazzo Barberini in Roma” (n. 42, 2008), “Gli interventi conservativi per la stabilità del trecentesco Palazzo del Capitano in Mantova” (n. 46, 2011).

 

 

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